Storia della Collezione

Siamo negli anni ’80, nella Londra dei grandi mercati antiquari; in quel contesto due italiani sempre più s’interrogano sulle sorti dell’antico popolo Piceno, soprattuttto perchè vedono che il popolo Piceno non gode di notorietà e visibilità sul mercato antiquario.

Il comune sentire anche locale, nell’ambito delle regioni adriatiche, rispetto ai ritrovamenti di reperti archeologici piceni o romani è sostanzialmente diverso e a sfavore della valorizzazione dell’identità Picena.

Ritrovamenti di materiale piceno venivano raccolti in scatole anonime e senza alcuna rivisitazione dell’area edilizia, quando invece un eventuale ritrovamento romano avrebbe potuto determinare interventi di tutela più importanti rispetto a quanto previsto per i Piceni.

Mercato dell’arte e degli antichi reperti, scavi archeologici poco felici per i popoli Piceni creano sempre più nei due italiani residenti a Londra l’interesse verso il recupero attivo di quello che è il senso del popolo Piceno. I due italiani sono Raffaello Amati e Agostino Vallorani nei rispettivi ruoli scambievoli di collezionista e di mercante si sono avvicendati negli anni nell’enucleare sempre più quello che è l’attuale corpus collezionistico.

Agostino Vallorani, asta a Londra con reperti piceni

Agostino Vallorani pensa bene di “rimpatriare” la collezione allo scopo di destinare tale materiale ad un percorso di valorizzazione locale, appunto nelle antiche terre picene.  Il percorso, durato anni, ha previsto una profonda analisi da parte della Sovraintendenza, fino a permettere, senza indugio, la possibilità di detenere il materiale archeologico piceno presso il Palazzo Vallorani di Grottammare.

Nel 2007, Agostino Vallorani, nella qualità di Presidente, lancia l’Associazione Culturale “VIDACILIUS” allo scopo di colmare le assenze e le disattenzioni verificatesi negli ultimi decenni verso il mondo piceno e la sua cultura. L’Associazione è assistita  da Luigi Vallorani, Vicepresidente e futuro protagonista alla guida dell’Associazione e dal Segretario, Sebastiano Onano, che da subito si sono impegnati in molteplici iniziative culturali.

Il percorso di musealizzazione dei reperti è stato possibile grazie anche alla disponibilità dell’antropologo Giacomo Recchioni (curatore di Pikenoi) che ha lavorato con la proprietà e con l’associazione Vidaciulius per impostare un concept espositivo tale da rendere visibile e chiaro il valore del popolo Piceno.

Riferimenti dell’Associazione Vidaciulius
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